Perché Trieste Metropolitana?

Perché la collocazione geografica, le vicende storiche e le dinamiche economiche fanno dell’area giuliana una naturale area metropolitana, con attività portuali, sistemi logistici, esperienze culturali e comunità linguistiche omogenei che potrebbero essere meglio gestiti e valorizzati dentro uno nuovo modello istituzionale più moderno e razionale.

Perché adesso?

Negli ultimi mesi Trieste ha visto ripartire vicende bloccate da decenni di immobilismo. Il Porto si gioca la sfida di essere il principale riferimento dell’Alto Adriatico, il turismo vive un boom inaspettato fino a qualche anno fa, la trasformazione – finalmente possibile – di Porto Vecchio può cambiare il volto della città e disegnarne il futuro per i prossimi 50 anni.

Cos’è una città metropolitana?

Per città metropolitana si intende, in via generale, un ente territoriale chiamato ad amministrare un’area vasta, dove con questa espressione si intende un’area molto più ampia di una città – amministrata da un ente territoriale di livello comunale – ed al contempo più ridotta di una regione.

Quali i vantaggi?

Un ruolo più chiaro e definito per restituire a Trieste il suo profilo di capitale d’area e il suo ruolo nazionale ed internazionale. Una gestione amministrativa più razionale ed economie di scala significano più investimenti, maggiori opportunità per tutte le imprese regionali, più posti di lavoro per i nostri giovani, un aumento del gettito fiscale. La possibilità di un accesso diretto all’Unione Europea consentirà maggiori opportunità di ricevere direttamente fondi europei oggi tanto più necessari alla luce delle difficoltà finanziarie dei Comuni.

Se ne parla da 25 anni

Si parla in Italia di città metropolitane da molto tempo, benché concretamente queste siano state avviate solo di recente. La legge n. 142 del 1990 istituiva le città metropolitane, prevedendo che nelle aree metropolitane di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Roma, Bari e Napoli la provincia si configurasse come ente dotato di specifica potestà statutaria, denominato “città metropolitana”. La legge non però ha avuto concreta attuazione.

Le città metropolitane in Costituzione

Con la riforma del Titolo V della seconda parte della Costituzione, nel 2001, le città metropolitane diventano un ente territoriale di rilievo costituzionale. Il nuovo testo dell’art. 114 stabilisce infatti che “la Repubblica è costituita dai comuni, dalle province, dalle città metropolitane, dalle regioni e dallo Stato”. Quindi nell’articolazione degli enti locali, accanto a comuni, province e regioni la Costituzione contempla anche la città metropolitana come ente di governo intermedio.

Legge Delrio

Nonostante siano stati fatti altri tentativi per giungere ad una disciplina legislativa che rendesse operative le città metropolitane, occorre attendere sino al 2014 quando il Parlamento approva la cosiddetta legge Delrio.
La legge n. 56 del 2014 stabilisce infatti che, nelle more della riforma costituzionale del Titolo V, siano istituite le città metropolitane di Torino, Milano, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Reggio Calabria, cui si aggiunge Roma Capitale. La stessa legge detta inoltre norme di principio per le città metropolitane eventualmente istituite dalle regioni Sardegna, Sicilia e Friuli-Venezia Giulia, secondo le norme dei rispettivi Statuti speciali.

La città metropolitana nella legge Delrio

La città metropolitana viene definita come ente territoriale di area vasta, avente le finalità di curare lo sviluppo strategico del territorio metropolitano, promuovere e gestire in modo integrato i servizi, le infrastrutture e le reti di comunicazione di interesse della città metropolitana, curare le relazioni istituzionali afferenti al proprio livello, ivi comprese quelle con le città e le aree metropolitane europee.

Dimensione delle città metropolitane

La legge Delrio precisa che il territorio della città metropolitana coincide con quello della provincia. È preclusa la possibilità per i comuni di non aderire alla città metropolitana e mantenere operativa la provincia. Resta in ogni caso ferma la possibilità per i comuni, compresi i comuni capoluogo delle province limitrofe, di richiedere la modifica delle circoscrizioni provinciali per aderire alla città metropolitana. Il 1° gennaio 2015 le città metropolitane subentrano alle province omonime e ne esercitano le funzioni.

Organi istituzionali della città metropolitana

Gli organi della città metropolitana sono: 1) il sindaco metropolitano; 2) il consiglio metropolitano; 3) la conferenza metropolitana. La loro disciplina è demandata allo statuto metropolitano.
Il sindaco metropolitano è di diritto il sindaco del comune capoluogo. Il consiglio metropolitano è composto dal sindaco e da un numero variabile di consiglieri. Dura in carica cinque anni. Lo statuto della città metropolitana, però, può prevedere anche l’elezione diretta del sindaco e del consiglio metropolitano con il sistema elettorale stabilito dalla legge statale.
La conferenza metropolitana è composta dal sindaco metropolitano e dai sindaci della città metropolitana. Ha poteri propositivi e consultivi.

Le città metropolitane nelle Regioni a Statuto speciale

La legge Delrio non si applica alle Regioni a Statuto speciale, nelle quali la disciplina degli enti territoriali minori è di competenza della Regione stessa. In Sicilia, la legge regionale n. 8 del 2014 istituisce le città metropolitane di Palermo, Catania e Messina. In Sardegna, il Consiglio regionale ha avviato l’iter di una proposta di legge regionale per istituire la città metropolitana di Cagliari. Nel Friuli-Venezia Giulia, il testo attuale dello Statuto prevede che l’ordinamento degli enti locali sia articolato sui livelli comunale e provinciale. In linea con quanto sta avvenendo nell’ordinamento nazionale, nel quale è in corso l’iter di una riforma costituzionale per la soppressione delle province, anche per la Regione Friuli-Venezia Giulia è avviato il processo di soppressione degli enti provinciali. Il disegno di legge costituzionale AS 1289, approvato in prima lettura dal Senato ed ora all’esame della Camera dei deputati, prevede la soppressione delle province dallo Statuto speciale della Regione FVG. Il disegno di legge prevede infatti che l’ordinamento degli enti locali sia articolato su base comunale, anche nella forma della città metropolitana. Ciò significa che lo Statuto contempla il livello comunale come articolazione degli enti locali, ma lascia aperta la possibilità di dare vita a città metropolitane. Per creare tale ente, è necessario adottare norme regionali in tal senso, è pertanto indispensabile che il Consiglio regionale approvi una legge che istituisca le città metropolitane. Le norme attualmente vigenti non prevedono infatti tale ente territoriale.

Le città metropolitane in Europa

Le città metropolitane non esistono soltanto in Italia, ma si tratta di un modello di governance adottato già da tempo in diversi Paesi europei, ad esempio Francia (in particolare Parigi, Lione, Marsiglia), Germania, Spagna (tra le varie Madrid, Barcellona e Vigo), Portogallo (Lisbona e Porto), Regno Unito (Londra).

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