Punto su
Trieste al servizio dei cittadini

  • Partecipazione
  • Una città sicura
  • La città intelligente: smart human green city
  • Diritti degli animali
  • Fare la città: un Piano per l’Innovazione Urbana

Il Comune è l’istituzione più vicina ai cittadini e necessita di una amministrazione comunale che riesca a rispondere alle esigenze dei cittadini erogando servizi di alto livello nei tempi compatibili con le esigenze dei cittadini. Per ottenere questo risultato è necessario valorizzare la macchina comunale investendo sulla componente sia umana che tecnologica al fine di rendere efficaci ed efficienti le attività svolte. La pandemia COVID che ci sta affliggendo ha in particolare messo bene in evidenza i limiti della macchina comunale nella gestione dello smart working, che va quindi ripensato e supportato anche tramite investimenti in tecnologie, per renderlo più efficace ed efficiente. Sarà indispensabile anche investire in formazione e aggiornamento professionale per allineare le competenze e le capacità delle persone alle sfide alle quali saranno chiamate a dare risposta. Vogliamo una amministrazione comunale che promuove la cittadinanza attiva dei triestini attraverso strumenti di partecipazione democratica istituzionalizzati e dotati delle risorse necessarie a funzionare. Obiettivi raggiungibili rafforzando il ruolo dei Consigli Circoscrizionali, dotandoli di budget proprio per i piccoli interventi sul territorio, definendo un Regolamento sui Beni Comuni, che promuova ed organizzi il volontariato dei cittadini in azioni di pubblica utilità e consolidando la consultazione dei portatori di interesse sui grandi temi della vita cittadina ed istituire una Consulta dell’Economia, che alimenti costantemente l’azione del governo locale con l’esperienza del mondo del lavoro, delle imprese e della ricerca. La specificità dei problemi del Carso per i fattori atmosferici e per il carattere rurale del territorio richiede l’istituzione di una delega permanente nell’assetto della Giunta comunale. La trasparenza e l’accessibilità dell’amministrazione nei servizi al cittadino e alle imprese rappresentano un fattore fondamentale per favorire la crescita economica ed il benessere sociale della città.

I nostri obiettivi:

  • Proseguire il processo di digitalizzazione dei servizi, secondo criteri di semplificazione, che garantiscano accessibilità e trasparenza per una città digitale amica dei suoi cittadini.
  • Promuovere i lavori di cablatura della città in modo da garantire l’accesso ad Internet con fibra ottica a tutta la popolazione entro il 2024, attivando i finanziamenti integrativi dedicati al collegamento in rete dei siti produttivi, delle zone periferiche e dei borghi carsici.

Le competenze e la professionalità dei dipendenti comunali sono una risorsa da incentivare, anche attraverso la semplificazione di organizzazione e procedure. I nostri obiettivi:

  • Procedere e incrementare le nuove assunzioni, a partire dall’Area Sociale e dall’Area Educazione, con particolare attenzione all’occupazione di giovani.
  • Incentivare la partecipazione attiva dei dipendenti ai processi interni di innovazione e riorganizzazione, garantendo loro adeguata e continua formazione.

Partecipazione

Il cittadino deve poter dialogare sempre più in modo diretto ed immediato con la pubblica amministrazione. Le barriere devono essere abbattute ed anche in questo campo la tecnologie possono risultare decisive. A titolo di esempio, la manutenzione del territorio può essere gestita tramite piattaforme digitali e con l’utilizzo una app dedicata si può incentivare la collaborazione responsabile dei cittadini nella gestione del territorio e nella puntuale segnalazione di problemi, malfunzionamenti, danneggiamenti, guasti o, più semplicemente, nella richiesta di interventi o nuove installazioni, consentendo al tempo stesso alla pubblica amministrazione di programmare, con maggiore consapevolezza, costi e tempi.

Questa prassi, se adottata potrebbe abbassare i tempi di intervento per la manutenzione ordinaria e straordinaria di strade, marciapiedi, giardini, illuminazione: l’intelligenza artificiale al servizio del cittadino tramite chatboot che rispondono direttamente e lasciano traccia all’amministrazione senza dimenticare nulla. Ma oltre che rendere possibile ai cittadini segnalare dei problemi tramite un app si dovrebbe prevedere la possibilità di valutare e conoscere le proposte nate in consiglio comunale, creando ancora maggiore collegamento tra l’amministrazione ed i cittadini soprattutto nei confronti delle periferie. Oltre al beneficio di portare all’attenzione della struttura comunale disservizi e problemi di manutenzione, sarebbe anche un attività pedagogica rivolta all’attenzione del bene comune e ai diritti di tutti anche tramite l’utilizzo di strumenti innovativi di inclusione/decisione realizzando a Trieste quanto implementato in altri paesi più di 10 anni fa. Tenendo in considerazione una dimensione di partecipazione sociale e di comunità, verrà stimolata la co-progettazione e la condivisione di iniziative a livello di quartiere, promuovendo opportunità di aggregazione, condivisione e inclusione. In questo senso verranno attivati gruppi congiunti per l’innovazione sociale e Living Lab di quartiere (collegati alle Microaree) e gruppi di volontari per il monitoraggio dei bisogni e la raccolta delle segnalazioni, con compiti di dialogo e di vicinato solidale e segnalazione di bisogni e di situazioni critiche, in coordinamento con l’Amministrazione Comunale e con altre istituzioni sul territorio (ad esempio ATER e Azienda Sanitaria). È necessario favorire lo sviluppo di forme di collaborazione e la promozione dell’educazione, della consapevolezza e della partecipazione del pubblico e della Comunità, in tutte le fasce di età, lavorando sulla diversa configurazione dello spazio pubblico, agevolando la formazione delle cooperative di comunità, favorendo l’organizzazione di orti e giardini condivisi, nell’ottica di una sempre maggiore collaborazione e sinergia pubblico/privata a tutti i livelli.

Una città sicura

Il tema della sicurezza negli ultimi anni è stato largamente strumentalizzato per fini politicamente orientati con lo scopo di inquietare l’opinione pubblica, spesso disorientata da eventi delittuosi mediaticamente enfatizzati, che hanno indotto il legislatore ad adottare provvedimenti non sempre adeguati alla realtà dei fenomeni delinquenziali nella nostra società. La “percezione” della sicurezza da parte della popolazione è stata al centro del dibattito pubblico e indubbiamente tale circostanza ha comportato un’eccessiva strumentalizzazione del tema accompagnata da una cresciuta veemenza del linguaggio in rapporto a una progressiva semplificazione dei messaggi. In quest’ottica, l’utilizzo di strumenti tecnologici si sono rivelati insufficienti a diminuire la sicurezza percepita dal cittadino. L’uso di tecnologie IOT, big data, machine learning e sistemi interconnessi possono dare un contributo enorme alla gestione della sicurezza sul territorio, agevolando lo scambio di informazioni e aiutando a prevenire eventuali minacce, ma questi strumenti tecnologici devono essere utilizzati all’interno di una visione innovativa dello spazio pubblico, dei servizi e del ripopolamento pedonale degli spazi. L’amministrazione pubblica comunale dovrebbe perciò promuovere la sicurezza nel tessuto sociale del proprio territorio attraverso nuovi investimenti nel campo della protezione sociale, con apparati di gestione che aumentino la qualità della vita e finalizzati ad assicurare le condizioni che favoriscano un incremento costante della qualità dei servizi offerti ai cittadini, a creare un “capitale sociale” – inteso come insieme di beni immateriali che alimentano la fiducia nella comunità – alimentando l’attività delle reti associative, l’impegno civico finalizzato al benessere collettivo, l’inclusione sociale. Altrettanto rilevante, oltre alla sicurezza fisica, è la cybersecurity, ovvero l’insieme dei mezzi, delle tecnologie e delle procedure tese alla protezione dei dati informatici. Il Comune dovrà affrontare con sempre maggior intensità le sfide della gestione dell’ingente patrimonio di dati digitalizzati, armonizzando le due polarità del tema: da un lato l’opportunità di rendere il più possibile accessibile questo patrimonio per agevolare la fruizione sempre più informatizzata di servizi ai cittadini e, dall’altro, la conseguente necessità di difendere la crescente mole di dati da usi impropri, furti e diffusioni illecite. Quest’ultimo aspetto non risponde semplicemente all’obbligo di adempiere alle normative vigenti relative alla data privacy, ma può risultare strategico per attrarre finanziamenti di derivazione comunitaria sulla strutturazione di sistemi complessi di gestione dei flussi informatici in ambito istituzionale. L’investimento sulla cybersecurity, che prevede anche il potenziamento della struttura comunale, creando un team dedicato alla protezione dei sistemi informativi, implicherà il coinvolgimento di talenti e getterà le basi per la costituzione di startup tecnologiche in città, anche in considerazione del fertile ecosistema locale, che già annovera recenti e futuristiche sperimentazioni sul territorio delle tecnologie quantum network, intrinsecamente sicure e potenzialmente in grado di contribuire a migliorare lo spazio pubblico innovativo. Da tenere in considerazione, visto l’importanza dello sviluppo di Trieste in ambito logistico marittimo e non solo, che il tema della sicurezza contro potenziali interferenze straniere sia assolutamente da tenere in considerazione.

La governance di molti dei rischi per la salute dovuti al degrado degli ecosistemi ed alle sinergie in essere con cambiamento e variabilità del clima richiede una serie di meccanismi e strumenti da sviluppare all’interno di un quadro organico di programma per il raggiungimento di alcuni obiettivi specifici, tra cui:

  • la creazione di nuovi spazi per attività ludico-sportive all’aperto, campi giochi, aree verdi e sale al coperto per migliorare la qualità della vita di aree in Rioni della periferia, come occasione di possibile aggregazione sociale dei residenti;
  • l’attivazione di politiche di rassicurazione dei cittadini e di contrasto alla microcriminalità nei Rioni tramite il coinvolgimento della Polizia municipale e una maggiore sinergie con le Forze dell’Ordine;
  • il rafforzamento dei sistemi sanitari ed ambientali di primo allarme e risposta a rischi emergenti da attività umane inquinanti.

La città intelligente: smart human green city

Una città viene definita Smart City se possiede alcune caratteristiche non solo tecnologiche ma che abbracciano settori diversi quali la inclusione, la sostenibilità e la sicurezza. Infatti le principali caratteristiche di una Smart City, che noi estendiamo al concetto di smart human green city sono la gestione delle aree verdi, la costruzione di edifici intelligenti, l’utilizzo dell’energia rinnovabile, la disponibilità di parcheggi pubblici intelligenti, la gestione della sicurezza Integrata-cybersecurity e la gestione dell’impegno condiviso. Una Smart Human Green City è una città dove i cittadini e le comunità sono gli attori principali dell’intelligenza urbana, adottando i servizi che nascono dai bisogni reali delle persone nella città. Una città in cui, attore pubblico e azienda tecnologica non sono più vincolati da un modello acquirente-venditore; nuove forme di partenariato PPP (pubblico-privato-persone) vengono create sotto forma di alleanze aperte creando nuove opportunità anche per gli attori del mondo ICT che, se disponibili alla co-progettazione, possono catturare nuovi modelli di business che emergono nell’affrontare i problemi reali delle persone, nella loro vita quotidiana, nella città.

Questo concetto è rilevante per due ragioni:

  • in questi tempi di crisi politica, finanziaria e sociale, la disponibilità delle persone a collaborare alla costruzione del futuro urbano affrontando le sfide sociali, ambientali e civili, è una risorsa di enorme valore che le città non possono permettersi di ignorare;
  • dopo anni di fallimenti nella risoluzione di problemi collettivi con “pesanti” soluzioni top-down, le amministrazioni locali sono sempre più consapevoli che il settore pubblico deve ridefinire il proprio ruolo, deve risignificarsi.

Un terreno di diretta competenza dell’Amministrazione Comunale è quello dell’innovazione e dello sviluppo sperimentale di nuovi processi e di nuovi servizi per i cittadini. Il Comune può investire in tecnologie, attrezzature, competenze per innovare in molti ambiti di intervento e sviluppare modelli innovativi che migliorino la vita dei cittadini, creando al contempo un distretto locale di economia digitale, spinto dalla spesa pubblica che cresce man mano che migliorano le competenze delle persone. Il Comune deve fare un salto deciso verso la digitalizzazione dei servizi amministrativi accessibili in modo sicuro (SPID) estendendo il novero di servizi gestiti in modalità digitale. Questo comporterà un ulteriore incremento di produttività (meno costi di gestione, riduzione dei tempi, trasparenza, minori rischi di interruzione, minori costi per il cittadino). Il portale del Comune deve essere completamente riorganizzato per renderlo comprensibile ed accessibile anche ai cittadini che non hanno competenze digitali. I centri civici devono mettere a disposizione dei cittadini privi delle attrezzature e delle competenze necessarie postazioni di lavoro e tutor per usare i servizi digitali della PA (quelli del Comune ma anche quelli dell’azienda sanitaria, dell’agenzia delle entrate…). Se è vero che le smart cities del futuro avranno successo in quanto daranno priorità a infrastrutture e piattaforme IT comuni piuttosto che a particolari applicazioni, allora anche a Trieste dovrà concentrarsi piuttosto sullo sviluppo di infrastrutture che consentano a tutti di diventare co-creatori della loro città futura:

  • La creazione di un laboratorio urbano, sull’esempio di Copenaghen, dove cittadini, studenti, ricercatori e imprese possono sperimentare idee e applicazioni, che, se accettate possono essere installare e connesse all’infrastruttura esistente.
  • Lo sviluppo di una piattaforma partecipativa che permetta ai cittadini di presentare e votare proposte di interesse pubblico, sull’esempio di Barcellona.
  • La disponibilità di dati in formato aperto, per la ricerca e la sperimentazione di servizi innovativi e per migliorare la conoscenza della città e dei suoi bisogni.

L’individuazione di alcune priorità, sulle quali incoraggiare la sperimentazione e cercare partnership con il settore privato, per raggiungere obiettivi particolarmente rilevanti e largamente condivisi, quali ad esempio:

  • Smart mobility per raggiungere l’obiettivo di l’impatto zero sul clima entro il 2050: colonnine di ricarica elettrica, car sharing, trasporto pubblico elettrico/gas, guida autonoma, parcheggi.
  • Smart health per raggiungere l’obiettivo di invecchiamento attivo: servizi sanitari e sociali basati su sistemi di monitoraggio delle condizioni di salute con sensori e dispositivi tecnologicamente avanzati (orologi, braccialetti, indumenti…); servizi domiciliari per mantenere le condizioni di autonomia personale.
  • Smart security: sicurezza dei dati personali, sicurezza nelle proprie case, sicurezza urbana e cyber security che viene maggiormente dettagliata nel capitolo dedicato alla Città sicura.

Ecco una prima proposta di progetti cantierabili e quindi alla portata della pubblica amministrazione:

  • Studi fattibilità per rendere alcune aree di Trieste autosufficienti ‘a zero energia’. Porto vecchio, aree industriali e zone carsiche potrebbero essere analizzate in termini di consumi e di produzione di energie pulite da fotovoltaico per capire la loro auto-sostenibilità ed anche per avere una risposta in termini di potenzialità di produzione di idrogeno verde per la mobilità sostenibile. I singoli studi dovrebbero considerare tecnologie di avanguardia ma mature quali smartgrids, sensoristica, combinazione di verde pensile con moduli fotovoltaici e strade intelligenti (asfalti e cementi con materiale di produzione energia per illuminazione pubblica) e maggiore presenza di acqua e verde.
  • Sviluppo di una app per il dialogo col cittadino, per la segnalazione di problematiche, richieste di manutenzione, consultazione di documenti, proposte di incontri virtuali per attività pedagogica di educazione civica e affetto al bene comune ed altro. Basata su SPID per il riconoscimento dell’identità e che tragga tutto il notevole vantaggio dal 5G.
  • Pianificazione del territorio finalizzato all’aumento degli spazi pubblici verdi finalizzato a far diventare Trieste non solo una città blu (mare) ma anche verde sviluppano il rapporto con il mare, creando ampie zone free car, promuovendo l’adozione del verde da parte dei cittadini tramite convenzioni con attività commerciali (via le plastiche delle piante finte dai dehors).
  • Sicurezza per i cittadini all’interno dello spazio pubblico. Progetto per la gestione, tramite dispositivi digitali, della sicurezza dei cittadini ma anche e per garantire l’integrità dei collegamenti digitali sul territorio (cavi, fibre e radio). L’utilizzo di tecnologie innovative in questo campo può far fare a Trieste un passo avanti per la gestione dei dati per la telemedicina, per l’Internet delle cose e per la sensoristica. Di rilievo anche la possibilità di definire un’area di città per i collaudi dei veicoli a guida autonoma.
  • Supporto del comune in termini edilizi e di servizi ad una scuola a tempo pieno che comprenda un maggiore utilizzo dei giardini, delle biblioteche e delle palestre anche per la cittadinanza nelle ore in cui non sono occupati dagli studenti. Si potrebbe iniziare individuando alcune scuole per fare sperimentazione.

Diritti degli animali

Nei prossimi anni il genere umano dovrà risolvere vari problemi: crisi economica e climatica in primis. Tuttavia, secondo gli scienziati l’azione umana può cambiare il corso degli eventi. La pandemia ancora in corso ha fatto comprendere che il punto di partenza di questo percorso innovativo sta nell’acquisire la consapevolezza che viviamo all’interno di un sistema di cui fanno parte persone, animali, piante e che la salute delle persone, degli animali e gli ecosistemi sono interconnessi. Questo concetto è sintetizzato in due parole: One Health, Una Salute. Per questo motivo l’approccio al mondo animale, in particolar modo al ramo della tutela degli animali, deve essere un approccio di tipo One Health perché il benessere degli animali è un tutt’uno con il benessere delle persone e dell’ambiente. Tale legame è sottolineato dalla stessa OMS che evidenzia la necessità di una attività sempre più innovativa, capillare e multidisciplinare fra istituzioni, enti, organizzazioni e associazioni nello sviluppo e messa in atto di programmi atti a prevenire la violenza, di qualsiasi tipo, e a mitigarne gli effetti, con particolare attenzione alle iniziative di comunità e promuovendo uno specifico coinvolgimento intersettoriale. Si tratta, in sintesi, di considerare e trattare il maltrattamento e l’uccisione di animali quale grave reato da contrastare di per sé, sintomo di una situazione esistenziale patogena ed efficiente indicatore di pericolosità sociale. Il tema del maltrattamento animale va infatti considerato quale primo indice di pericolosità sociale basandosi su dati scientifici. La conoscenza di questo argomento, sconosciuto ai più, è fondamentale per prevenire fenomeni quali il bullismo, la violenza su minori, donne ed interpersonale in genere. Bisogna quindi rispondere ai richiami dell’OMS inserendo Trieste nel lavoro di rete di altri comuni italiani assicurato dai Protocollo d’Intesa LINK-ITALIA (APS) ed a tal fine è necessario che i diversi Assessorati Comunali ed i relativi uffici si occupino a 360° gradi di tutte le questioni che riguardano gli animali, d’affezione e non. L’Amministrazione comunale deve perseguire l’obiettivo della corretta e sicura convivenza fra persone e animali nell’ambiente cittadino. Questo obiettivo deve essere la premessa formale e sostanziale di tutte le azioni poste in essere dal Comune e deve essere perseguito mettendo anche in essere campagne di educazione e sensibilizzazione fatte da professionisti qualificati nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle circoscrizioni e rivolte alla cittadinanza; negli organi di informazione e media, per raggiungere il numero più elevato di abitanti della città.

Strumenti essenziali per garantire l’obiettivo primario saranno:

  • VERDE PUBBLICO: censimento e gestione di tutto il verde pubblico “artificiale” (giardini, viali, zone alberate, ecc.), con valutazione e sviluppo piano potature, sostituzione alberi e arbusti, gestione zone fiorite e a prato, analisi terra e ripascimento ammendante.
  • ZOOFILO: censimento e stesura mappa per famiglia/specie. Sviluppo piano mitigazione specie dannose all’uomo. Gestione colonie gatti randagi. Gestione stormi stanziali gabbiani, piccioni, ecc. Pianificazione strategica pluriennale piani di disinfestazione invertebrati dannosi per l’uomo, Identificazione e disinfestazione invertebrati vettori agenti microbici (es. AIDS). Attivazione sportello informazioni per la disinfestazione specie dannose all’uomo (in collaborazione con ASUGI). Censimento e impostazione della gestione delle popolazioni animali selvatiche in prossimità delle semiperiferie urbane. Adozione misure per l’allontanamento delle specie dalle zone urbanizzate. Progettazione e gestione di aree di sgambamento cani
  • AMBIENTALE: verifica censimento, integrazione e condivisione mappa caditoie, cavità sotterranee, fognature, ecc. (ora oggetto in mano ad ACEGAS-APS e alcune associazioni). Pianificazione strategica pluriennale interventi, compresi interventi periodici invasi artificiali sotterranei.

Gli obiettivi specifici per garantire una corretta e sicura convivenza fra persone e animali nell’ambiente cittadino possono essere così riassunti:

  • adozione di piani di disinfestazione per cimici, zanzare, zanzare tigre, termiti ratti
  • adozione di piani per evitare inurbamento di animali selvatici quali colombi, gabbiani, cornacchie, caprioli, cinghiali
  • adozione di piano di sfalcio e raccolta dei forasacchi
  • adozione di piano di prevenzione e controllo della processionaria del pino a difesa della salute di persone e animali
  • realizzazione di un nuovo censimento delle colonie feline
  • cura del verde nella zona dell’Oasi Felina e sicurezza della viabilità
  • installazione di rallentatori di velocità (dossi artificiali) nei Parchi Urbani a protezione delle persone e della fauna selvatica
  • limitazione dell’abbattimento alberi e boschi urbani
  • regolamentazione della ristrutturazione di immobili per salvaguardare la nidificazione di uccelli migratori e implementazione, promozione, sponsorizzazione della costruzione di nidi artificiali
  • creazione di aree di sgambamento cani in ogni rione e ristrutturazione di quelle esistenti secondo criteri scientifici ed etologici e redazione di un regolamento per accesso e permanenza in dette aree
  • contrasto alla mancata raccolta delle deiezioni solide e prevenzione limitazione dei miasmi delle deiezioni liquide;
  • realizzazione cimitero per gli animali;
  • creazione di alloggi sicuri LINK per donne che debbano essere messe in protezione con animali e/o con figli e animali

Le priorità d’intervento sono così individuate:

  • istituire una delega specifica per la corretta e sicura convivenza fra persone e animali nell’ambiente cittadino e LINK, per occuparsi a 360° gradi di tutte le questioni che riguardano gli animali, d’affezione e non, in ambito comunale in sinergia con gli altri Assessorati ed Uffici comunali ed altri Enti Pubblici e privati;
  • redigere nuovo Regolamento sul benessere animale del Comune di Trieste per uniformarlo alla vigenti normative comunitarie, nazionali, regionali nonché alle normative approvate in seguito della pandemia Covid dal Ministero Sanità e dal Ministero transizione ecologica insediare una Commissione di indirizzo e commissioni tecniche “Animali e Ambiente”.
  • La commissione di indirizzo sarà il luogo di incontro tra il Comune, le Circoscrizioni, le associazioni ambientalistiche, le associazioni ed enti per la tutela degli animali riconosciute dalla Regione ex art. 6 della L.R. 20/12 e operanti nel Comune di Trieste e si occuperà della politica di gestione del territorio individuando obiettivi e delineando le linee guida mentre la definizione della parte esecutiva resterà di competenza degli uffici comunali.
  • Le commissioni tecniche, coordinate dagli assessori interessati, invece, devono essere composte esclusivamente da persone di comprovata ed accreditata esperienza (botanici, zoologi, etologi, geografi, geologi, ingegneri ambientali, ingegneri gestionali, anche se già dipendenti comunali, ecc.). Dovranno essere tre che, tenendo conto anche delle indicazioni della commissione di indirizzo, dovranno dovrebbero elaborare progetti e capitolati nei seguenti campi del verde pubblico, zoofilo ed ambientale
  • istituire commissioni per prevenire e trattare casi di accumulo di animali e casi di avvelenamento di animali
  • organizzare un corso LINK ITALIA su “Crudeltà su animali e pericolosità sociale” rivolto agli operatori dell’assistenza sanitaria, operatori sociali, professionisti coinvolti nell’elaborazione e nell’implementazione di programmi e servizi di prevenzione, educatori ed insegnanti, appartenenti al sistema giudiziario, veterinari.
  • realizzazione di una campagna di informazione nelle scuole per la diffusione del rispetto e della tutela degli animali

Fare la città: un Piano per l’Innovazione Urbana

La qualità urbana, in moltissimi paesi e città oggi molto competitive e attrattive, non è solo un fattore estetico ma uno dei principali fattori di spinta dell’economia e dello sviluppo. Le adeguate strategie di progetti con capacità di attrarre capitali vengono intercettate dalle economie globali, restituendo così un ampio scenario internazionale che ci potrà permette di investire con risultati ragguardevoli nei luoghi e sulle persone, per offrire qualità e crescita, oltre ad un sistema amministrativo in grado di gestire servizi dedicati, formulare bandi e avviare percorsi innovativi. La qualità e disponibilità dello spazio pubblico, il comfort urbano e la capacità di agevolare relazioni sono i temi cardine delle politiche di sviluppo che attraggono competenze, talenti e risorse umane che, mai come oggi, fanno scelte legate alla qualità della vita, dei servizi e delle opportunità legate soprattutto alla creatività. Nella certezza che la città sia molto di più della somma dei suoi abitanti, è necessario l’avvio di un progetto di sperimentazione rivolto alla ridefinizione della visione del disegno urbano e del territorio inteso come bene comune. Il ruolo della Comunità, in stretta alleanza con l’Amministrazione, è riportare l’uomo, con i suoi limiti e le sue aspirazioni, al centro dell’azione progettuale attraverso il consolidarsi di un “cervello collettivo” che sia autore/attore della trasformazione. Lo spazio urbano deve essere organizzato e non occupato. Mai come adesso, in cui il lavoro sta cambiando velocemente e la possibilità di delocalizzare le risorse umane sta diventando così potente, ci sono opportunità immense per Trieste. Per questo è decisivo che nei prossimi anni si creino occasioni per aumentare la qualità della vita e degli spazi della città: parchi, verde di quartiere, servizi smart (e anche sani standard molto tradizionali) che diano un volto nuovo alla città, fatto anche di quei servizi, quelle piazze, giardini, parcheggi che vediamo in altre città di medie e grandi dimensioni come Vienna, Berlino, Barcellona, ma anche Lubiana e Capodistria. La questione non sta nel riempire gli spazi “vuoti” con una funzione qualunque o apparentemente favorevole: è stato ampiamente dimostrato, qui come altrove, che l’approccio affrettato e superficiale (e soprattutto estraniato dal contesto) non porta i risultati attesi. È necessario organizzare la città e non occuparla, e per questo la città, con gli edifici e gli spazi pubblici, potrà funzionare solo innescando forti sinergie e connessioni: sarà quindi necessario ridare a tutti un ruolo preciso affinché possano contribuire all’effettiva rinascita di Trieste e della sua Comunità. Il processo di riprogrammazione generale inteso come sviluppo sostenibile dovrà trovare origine nelle alleanze tra luoghi, amministratori e cittadinanza, nella sperimentazione (perché come accade nei laboratori scientifici non tutto funziona nel modo sperato al primo tentativo), e nella capacità di scrivere strumenti legislativi adeguati alle necessità emerse (ovvero acquisite con la ricerca puntuale che porta alla reale conoscenza del patrimonio fisico e umano).

I punti chiave alla base delle azioni dovranno prevedere la redazione di un Piano unico strategico della Città in una visione antropomorfa, a partire dal patrimonio bene comune che include la natura e lo spazio pubblico, superando tutti i limiti, fisici e mentali, urbani, demaniali, socioculturali. Perseguire l’instaurarsi di un rapporto duraturo tra città e scienza, come il naturale proseguimento dell’esperienza ESOF2020, significa trasformare la città in un luogo di ricerca diffusa e trasversale per eccellenza: Trieste potrà diventare nuovamente attrattiva a livello europeo, in primis, privilegiata dalla possibilità di mettere in atto quella contaminazione tra scienza e natura, uomo e paesaggio costruito, intesa come base irrinunciabile di quel nuovo umanesimo necessario alla stessa sopravvivenza della Comunità presente e futura. Trieste dovrà funzionare come un unico laboratorio di innovazione tecnologica, con intelligenza e consapevolezza, considerando il suo mare come fonte primaria di sviluppo e benessere. La Città deve ripensare sé stessa attraverso quattro assi tematici che sono interconnessi nella definizione stessa di Città: accoglienza /opportunità, welfare/creatività, democrazia/diritti, sostenibilità/verde. Sarà necessario dotarsi di un Piano Innovativo Urbano (come evoluzione del Piano Strategico) le cui azioni principali stanno nel cartografare la città in relazione a: flussi, patrimonio a disposizione, comunità residente, servizi, dai quali potranno definire le potenziali opportunità.

Gli obiettivi principali su cui concentrarsi sono i seguenti:

  • patrimonio bene comune > commons > assessorato dedicato che vaglia i progetti del territorio intersecando opportunità e minacce, dà il placet definitivo (= sviluppo economia > uso temporaneo) verificato da un Osservatorio permanente costituito da professioniste donne
  • Infrastrutture verdi e pedonalizzazione = base di approccio strutturale su cui si vanno a innestare le altre azioni/programmi/progetti (costruzione /demolizione) > sviluppo economie
  • verifica e confronto con PNRR (finanziamenti) e AGENDA 2030 (130 mila indicatori su 16 obiettivi, intrecciati nell’obiettivo 17, necessari al monitoraggio anche a breve termine)
  • carta della neutralità climatica > sviluppo economi, mixité di uso e funzione
  • mobilità sostenibile = piano di area vasta sostenibile + trasporto pubblico elettrico
  • carta dell’uso temporaneo di spazi che hanno necessità di riabilitarsi, come veicolo per richiamare popolazione al fine di sperimentare i propri sogni a costi ragionevoli (protocolli d’intesa con i grandi proprietari di spazi al piano terra).

Per conseguire questi obiettivi ci impegneremo a realizzare alcuni progetti:

  • Protocollo standard per appalti e lavori pubblici: sviluppare uno studio delle migliori procedure di assegnazione e appalto dei progetti e dei lavori pubblici per creare un protocollo standard che dia stabilità normativa a chi lavora e permetta di selezionare progetti e realizzare opere di qualità, mettendo al centro l’innovazione, la ricerca e la competenza
  • Programma “10 piazze e spazi aperti”: sviluppare un programma di 10 piazze e spazi aperti, incentrato soprattutto su quartieri periferici, da realizzarsi entro 5 anni, a partire da vere necessità del territorio (una piazza per Servola che va oggi ripensata, un progetto per gli spazi aperti di via Flavia, una piazza con servizi per Altura, un nuovo sistema di verde e spazi di relazione per Rozzol che coinvolga il complesso di Melara, una nuova piazza per il rione di San Giovanni, Valmaura…);
  • Agenzia immobiliare per la gestione del patrimonio comunale: costituire un’Agenzia, che pur mantenendo un forte o totale controllo pubblico, possa gestire con criteri e modalità privatistiche il tantissimo patrimonio inutilizzato del Comune);
  • Carta digitale dell’Infrastruttura verde, come progetto che sta nel cartografare il presente con tecnologie multimediali in grado di documentare in progress le trasformazioni e le potenziali acquisizioni di spazio vegetale, anche nei processi manutenzione e in relazione alla mobilità e allo spazio pubblico, per dare possibilità alla collettività di sviluppare idee di rigenerazione con azioni sperimentali che promuovono utilizzi non convenzionali;
  • Piano Innovativo Urbano, come raccordo progettuale tra l’Amministrazione e le reti di cittadinanza attiva, per attivare processi collaborativi tra pubblico/privato nella definizione delle principali politiche di trasformazione urbana corredate da programmi di finanziamento e fattive metodologie attuative.