Punto su
Trieste città che respira

  • Tra centro e periferia
  • Un programma dedicato ad ogni rione
  • Spazi pubblici come luogo dei diritti
  • Pulizia e manutenzione delle strade, arredo e decoro urbano
  • Verde urbano e qualità del paesaggio
  • Il fronte mare
  • Muoversi in città: una mobilità nuova e sostenibile
  • Energia

L’imponente concentrazione di persone nelle aree urbane si traduce progressivamente in un raggruppamento di fattori di pressione sugli ecosistemi e più in generale sulle risorse naturali. L’impermeabilizzazione dei suoli, gli scarichi nei corpi idrici, le emissioni atmosferiche di sostanze tossiche per l’uomo e gli altri organismi viventi, la produzione di rifiuti, sono tutte pressioni ambientali che hanno origine sostanzialmente nelle aree urbanizzate ed esercitano la loro azione sia sull’ambiente più prossimo agli ambiti di localizzazione delle singole fonti sia su ambiti territoriali anche sensibilmente più vasti. Nel primo caso, gli effetti più evidenti riguardano la sfera sanitaria e più in generale la qualità della vita della popolazione urbana. Nel secondo caso, gli impatti ricadono sulle risorse naturali, come nel caso della perdita di biodiversità, dei cambiamenti climatici o della qualità ecologica dei corpi idrici. La distruzione diretta degli ecosistemi, la frammentazione degli spazi naturali, il disturbo alle specie, l’introduzione di specie “esotiche”, l’inquinamento, l’effetto delle isole di calore urbane, sono tra i rischi più rilevanti per la biodiversità nelle aree caratterizzate dalla presenza antropica, specialmente in quelle marino – costiere, in quelle agricolo – forestali e nelle aree urbane. Occorre quindi perseguire degli obiettivi generali di sostenibilità, che devono essere integrati nella gestione delle trasformazioni territoriali e nella pianificazione e progettazione delle città. La morfologia urbana è determinante per la biodiversità e il clima: quando il consumo di suolo sacrifica spazi verdi e permeabili per sostituirli con asfalto e cemento, si riscontrano evidenti alterazioni climatiche, oltre che nei paesaggi, ed una notevole perdita di biodiversità. Lo strumento principale per garantire una corretta gestione delle aree urbane è il piano urbanistico comunale, il quale deve essere in grado di rendere operativi nel contesto locale gli spunti nazionali e internazionali dati dalle politiche per l’ambiente e la conservazione della biodiversità. Nelle aree urbane occorre quindi promuovere il mantenimento delle aree verdi e puntare alla riqualificazione del sistema delle aree naturali per consentire, anche in ambiti antropizzati, la continuità della biodiversità. Ciò deve avvenire integrando nei regolamenti edilizi anche specifiche misure di promozione della riqualificazione edilizia con soluzioni di risparmio energetico che contengano anche aspetti vegetazionali, quali tetti giardino eventualmente integrati con fotovoltaico, pareti vegetali a corredo verticale di aree verdi a raso, integrazione del verde in edilizia, ma anche una evidente compartecipazione nella realizzazione di continuità del sistema verde dal pubblico al privato e viceversa. Che sia in centro o che sia in periferia, gli spazi pubblici devono essere spazi vivi e vivibili, in cui stabilire relazioni. Ma per poter ottenere questo obiettivo gli spazi pubblici devono essere decorosi, puliti, ben mantenuti e verdi. Una città che respira coniuga perfettamente il mare con il suolo, che nel caso di Trieste vuol dire i boschi e le alture dell’altipiano con il fronte mare. Va ripensata la struttura della città, a partire dall’affaccio sul mare, passando per la gestione dei rifiuti fino ad arrivare alla mobilità in città con tutto quello che concerne il trasporto pubblico, i parcheggi, la gestione delle aree verdi e l’utilizzo di energie rinnovabili. Un nuovo piano regolatore della città di Trieste deve basarsi sul concetto della città agile / città aperta: scrivere progetti chiari e praticabili, innovativi, che potranno diventare modello per altre realtà, creando quella energia finanziaria che non richiede la svendita del capitale bene comune. I progetti, e la capacità visionaria che li delinea, dovranno trovare origine all’interno di una trama evolutiva che comprende tutti i settori dell’intero ambito urbano, un insieme organico che funziona come un corpo unico verso la sfida di quella Città Impresa Collettiva che potrà garantirci i prossimi futuri.

Gli obiettivi generali possono essere così riassunti:

- limitazione del consumo di suolo non antropizzato e riconversione di quello antropizzato non più necessario o funzionale;

- protezione degli ecosistemi urbani, sia pure residuali;

- supportare l’integrazione delle esigenze di conservazione della biodiversità nei sistemi urbani, con particolare riferimento al mantenimento di corridoi e connettività ecologica;

- promuovere l’uso sostenibile delle risorse in ambito urbano;

- migliorare la conoscenza dello stato ecologico degli ambienti urbani per la miglior comprensione del loro potenziale ruolo nel mantenimento dei servizi ecosistemici e nella qualità della vita in tale ambito;

- operare il recupero delle aree dismesse in ambito urbano integrando previsioni di suolo permeabile e aree naturali;

- integrare nella pianificazione urbanistica locale piani del verde e acqua a diversi livelli;

- inserire nei regolamenti edilizi comunali la possibilità di operare scelte innovative per il recupero edilizio e le nuove edificazioni, come tetti giardino e cortili trasformati in giardini condivisi quando le dimensioni e le caratteristiche lo permettono;

- recuperare le aree naturali all’interno delle città, con particolare riferimento alle aree verdi, alle zone umide e alle fasce riparali, garantendo il mantenimento degli habitat naturali anche in aree urbane all’interno dell’infrastruttura del verde a scala più vasta;

- migliorare la conoscenza dello stato ecologico dell’ambiente urbano, per coinvolgere i cittadini nella comprensione degli impatti derivanti dalle attività umane e dai cambiamenti i climatici sulla biodiversità elaborando indicatori per l’ambiente urbano che permettano di monitorare le tendenze, di valutare l’efficacia delle iniziative e i progressi registrati, di fissare obiettivi e di contribuire a orientare il processo decisionale per conseguire risultati più sostenibili (vedi indicatori di Agenda 2030);

- promuovere le migliori tecnologie di risparmio energetico negli edifici e ridurre le superfici cementificate ed asfaltate per garantire la permeabilità dei suoli e il ripristino di un ciclo delle acque più naturale;

- ottimizzare il ciclo dei rifiuti e del loro trattamento;

- incentivare la riqualificazione ecologica delle aree urbane, promuovendo progetti integrati di recupero degli ambiti costruiti e degli habitat naturali;

“Una città attenta alla decarbonizzazione che non trascura i servizi ed anzi vuole potenziali, con una grande attenzione all’ambiente.”

Tra centro e periferia

A ben guardare Trieste è stata ridotta ad un centro “vetrina”, dove si concentrano tutti i progetti e tutte le funzioni – pubbliche di servizio ma anche private – mentre i rioni più periferici stanno progressivamente perdendo la loro peculiare identità, gli spazi pubblici sono trascurati o abbandonati e i servizi di prossimità (negozi, medici e ambulatori, giornalai, bar, giardini, …) sono quasi del tutto scomparsi. Rioni che si sono sviluppati anche in modo disordinato, con un’edilizia scadente e senza un progetto comunitario. Chi non vive in centro, perché non vuole o semplicemente perché non può permetterselo, non trova nel suo rione i servizi minimi essenziali e, quando non è in grado di fare da sé, ha bisogno di aiuto per la vita quotidiana. Senza perdere di vista l’obiettivo di fare del centro cittadino un grande attrattore e il motore propulsore di una città che guarda al turismo come una delle sue strategie di sviluppo, guardiamo ad un programma di rigenerazione dei rioni e delle periferie che restituisca salute, dignità e bellezza anche a questi luoghi. La stessa attenzione che è stata posta in questi decenni al centro cittadino deve ora essere rivolta anche ai rioni dove vivono decine di migliaia di triestini. In questi anni la capacità di guardare al territorio ed in particolare ai luoghi ed alle condizioni di vita delle persone è stata grandemente trascurata. Nessuno degli atti di pianificazione e programmazione del territorio e dei servizi testimonia di un’analisi e di uno sguardo attento a come si sono trasformati i rioni cittadini e al livello dei servizi che in ciascuno di essi l’Amministrazione Comunale riesce a garantire. Noi vorremmo, invece, che ogni rione diventi un luogo che rappresenta, con le proprie caratteristiche, un centro per chi lo abita. Pensiamo quindi a un programma di rigenerazione urbana per rendere tutti i rioni, in periferia come nel centro cittadino, luoghi a misura di cittadino, in cui la rigenerazione urbanistica si accompagni alla rigenerazione sociale ed economica. D’altronde serve prendere atto che la popolazione sta cambiando e cambierà ancora nel prossimo futuro ed è necessario che la città si attrezzi a supportare esigenze nuove. Partiamo da spazi pubblici, luoghi abitati e attraversati da persone con identità, provenienze, interessi, età, conoscenze differenti, che incontrandosi stabiliscono relazioni per progettarli come spazi vivi e generativi, perché attraverso l’incontro di persone e idee permettono di costruire azioni collettive, progetti, forme d’espressione, meccanismi di solidarietà, scambio di informazioni e di know how. Attorno a questi spazi vogliamo lavorare ad un piano complessivo dell’abitare, in collaborazione con ATER e altre realtà immobiliari come banche, assicurazioni etc., che, sulla base di conoscenze più aggiornate e realistiche sia dello stato del patrimonio edilizio pubblico e privato, sulla rendita e sui valori immobiliari che delle esigenze e della visione di proprietari e inquilini, immagini la città del futuro e le azioni necessarie a supportare la mixité abitativa.

Il nostro obiettivo è perciò delineare un piano strategico di sviluppo urbano di lungo termine, che veda protagonisti gli abitanti con il supporto di gruppi di lavoro formati da esperti di diverse discipline e la collaborazione delle diverse agenzie deputate alla gestione di interventi e servizi pubblici, per:

  • avviare la riqualificazione, il recupero, la rigenerazione e la manutenzione del patrimonio edilizio esistente, con progetti innovativi, sostenibili e di partenariato pubblico/privato, coinvolgendo sistematicamente la popolazione e i portatori di interesse nella fase di progettazione e nella fase successiva di gestione e manutenzione
  • individuare i progetti di recupero e riuso per aree ed immobili dismessi, degradati, abbandonati con progetti che contribuiscano a riqualificare il rione nel quale sono collocati
  • riqualificare aree pubbliche, spazi verdi attrezzati, parchi e giardini, aree per lo sport e la ricreazione all’aria aperta, con panchine e sedute, fontanelle, giochi, alberi, etc.
  • dove possibile, recuperare spazi per orti urbani e nuove iniziative imprenditoriali e sociali degli abitanti
  • migliorare l’accessibilità e la sicurezza dei luoghi urbani, anche attraverso un lavoro capillare sui marciapiedi urbani e sulla segnaletica che permetta di camminare e vivere la città in modo sicuro
  • favorire i servizi di prossimità, portando progetti, attività, servizi, infrastrutture vicino ai cittadini: parchi gioco, palestre, biblioteche, spazi associativi, spazi culturali, che possano animarsi con le iniziative spontanee degli abitanti
  • creare piste ciclabili per una mobilità sostenibile e zone pedonali anche per favorire la rivitalizzazione sociale, soprattutto nelle periferie ad alta tensione abitativa, incrementando la qualità ambientale, utilizzando strumenti innovativi di gestione, di inclusione sociale e di welfare urbano attraverso processi partecipativi
  • assicurare servizi di connessione telematica, perché in tutti i rioni sia possibile avere accesso ai servizi digitali, a partire da scuola e salute ma anche per il lavoro e il tempo libero

Azioni prioritari da cantierare in quest’ottica sono:

  • valutazione dello stato delle infrastrutture e dei servizi pubblici e definizione dei piani di investimento per il loro miglioramento
  • individuazione di punti unici integrati di accesso ai servizi pubblici distribuiti sul territorio
  • creazione di servizi civici di quartiere a supporto dei cittadini per accompagnarli nella transizione digitale
  • diffusione e rafforzamento del modello delle microaree, dove integrare progetti e interventi sociali e sanitari, anche in convenzione con i medici e pediatri di base, in stretta collaborazione con le strutture sanitarie per mantenere vivace ed attiva la rete sociale sul territorio
  • progettare aree e sistemi di mitigazione degli impatti e delle interferenze tra quartieri e zone urbane e aree commerciali, industriali, artigianali e grandi infrastrutture che devono convivere armonicamente in uno spazio così ristretto.

Un programma dedicato ad ogni rione

Per quattro mesi siamo stati in oltre 30 piazze di Trieste e in ogni rione abbiamo ascoltato e dialogato con le persone: grazie alla disponibilità dei cittadini abbiamo raccolto oltre 800 segnalazioni, suggerimenti e proposte. Le abbiamo analizzate, classificate e suddivise. Poi siamo tornati nelle stesse piazze per chiedere ai cittadini quali fossero le 5 proposte davvero importanti per loro, quelle su cui la futura amministrazione avrebbe dovuto impegnarsi fin da subito. Sono quasi 2000 le persone che, in queste settimane, hanno votato e scelto il programma assieme a noi: per la prima volta nella storia delle elezioni amministrative di Trieste una parte del programma è stata scritta direttamente dai cittadini.

BARCOLA

  • LUNGOMARE Ampliare di 50 metri il lungomare creando servizi ricettivi, parcheggi, pista ciclabile, spiaggia di ghiaia e ciottoli, impianti sportivi; prendersi cura dell’area anche fuori dalla stagione balneare (pulizia e controllo dei topolini, riqualificare il sottopasso in abbandono etc.)
  • TERRAPIENO Riqualificare l’area con alberatura e impianti sportivi
  • BALNEAZIONE Aumentare i servizi: docce con acqua calda (con pannelli solari) e servizi igienici nella Pineta
  • PISTA CICLOPEDONALE Migliorare l’attuale percorso: asfaltatura, posizionamento cestini, risoluzione del problema dell’interruzione all’altezza del ponte ferroviario
  • PISTA CICLOPEDONALE/2 Creare una nuova ciclabile dalla stazione al terrapieno attraverso il Porto Vecchio

BARRIERA VECCHIA

  • MERCATO COPERTO Valorizzare la struttura con spazi dedicati al piccolo commercio locale, ristorazione e eventi
  • MERCATO COPERTO Aprire la terrazza al pubblico e creare un’area verde
  • PIAZZA PERUGINO Riqualificare la piazza perché possa essere ancora di più uno spazio di incontro e aggregazione
  • SCALA DEI GIGANTI Maggiore pulizia e cura dell’area; ripristino del funzionamento delle fontanelle
  • TRAFFICO Ridefinire il piano del traffico e dei parcheggi della zona Barriera Vecchia/piazza Garibaldi/P.zza Vico/via Sansovino/Via Oriani per rendere la zona più scorrevole e più sicura

BASOVIZZA

  • FIBRA OTTICA Estendere la fibra ottica ad alta velocità alla zona di Basovizza (e agli altri borghi carsici che ne sono sprovvisti)
  • ISOLE ECOLOGICHE Predisporre bidoni per la raccolta differenziata nel centro e riqualificare le isole ecologiche esistenti
  • CORSE AUTOBUS Aumentare il numero di corse della 51 verso Pesek/Grozzana
  • PENSILINE FERMATE AUTOBUS Prevedere pensiline alle fermate degli autobus
  • LIMITE DI VELOCITÀ Introdurre il limite di 30km/h nell’attraversamento della strettoia del centro abitato di Basovizza, con posa di segnaletica luminosa lampeggiante con evidenza della velocità.

BORGO SAN SERGIO E ALTURA

  • SICUREZZA Aumentare i controlli nei pressi dei giardini XXV Aprile e Case ATER
  • LINEA 21 Allungare il percorso per coprire capillarmente tutto il territorio di Borgo San Sergio
  • VERDE E AREE GIOCO Maggiore cura del verde e delle aree gioco
  • CANI Creare un’area di sgambamento per i cani a Borgo S. Sergio
  • COLLEGAMENTO PEDONALE Creare un percorso tra Altura e Borgo S. Sergio
  • GIOVANI Creazione di uno spazio aggregativo giovanile con servizi di ascolto e incontro, per contrastare le povertà educative e relazionali, con presenza di un educatore di strada.

CHIADINO E ROZZOL

  • ATER MELARA Sollecitare una maggiore cura e manutenzione del complesso iniziando dalla riapertura del garage
  • CASERMA VIA ROSSETTI Recuperare l’area dedicandola ai giovani, per formazione e spazi sportivi/ricreativi
  • SERVIZI Incentivare e sostenere il commercio di prossimità
  • FERDINANDEO Migliorare l’illuminazione nei pressi del parco giochi/percorso jogging
  • VILLA ENGELMANN Riqualificare il giardino e creare un centro di aggregazione per il quartiere

CITTA’ NUOVA – BARRIERA NUOVA

  • VIALE XX SETTEMBRE Aumentare la frequenza dello svuotamento dei cestini e migliorare la pulizia, anche con idropulitrici
  • AREA PEDONALE Completare il progetto di pedonalizzazione di viale XX Settembre e aree limitrofe
  • GIARDINO PUBBLICO Maggiore cura di tutta l’area con manutenzione dei percorsi pedonali, delle panchine, del verde, delle aree gioco, pulizia delle statue, riapertura dei locali pubblici, controlli di sicurezza
  • PISTA CICLABILE Creare una pista ciclabile che attraversi il rione, percorra via Carducci fino a raggiungere la stazione
  • CANI Creare un’area sgambamento cani in zona via Coroneo/Fabio Severo

CITTA’ VECCHIA – SAN VITO

  • CITTA’ VECCHIA Sistemare le aree incolte di via della Cereria, via delle Mura e via Pozzo di Crosada, e le numerose scalinate dissestate (via Ciamician, via Testi); recuperare la fontana storica di piazzetta Santa Lucia; maggiore manutenzione corrimani, muretti, strade
  • TURISMO Valorizzare le aree archeologiche di Teatro Romano, Città Vecchia e Piazza Cattedrale
  • SACCHETTA Riqualificare l’area Lanterna-Ausonia-Sacchetta
  • VILLA NECKER Riapertura del giardino ai cittadini
  • CAMPI ELISI Migliorare la cura del giardino di Campi Elisi e del Dog Park, attualmente molto trascurato, modificare la pista ciclabile nel tratto che attraversa la superstrada

OPICINA

  • CICLABILI Realizzare una rete di piste ciclabili per il collegamento dei borghi dell’altipiano, con soluzioni di maggior sicurezza per chi si muove in bici
  • TRAM DI OPICINA Riattivare il servizio nel più breve tempo possibile
  • GIOVANI Creare spazi di aggregazione per giovani
  • TRASPORTI Prolungare il percorso del bus n. 38 fino ad Opicina
  • VIABILITÀ Mettere in sicurezza l’incrocio via di Basovizza / strada per Vienna

PADRICIANO – GROPADA

  • STRADA GROPADA Sistemare lo “storico” cedimento della strada per un tratto di pochi metri appena dopo il cartello Gropada.
  • BIKE PARK Creare uno spazio dedicato all’interno del Parco di Globojner
  • LIMITE DI VELOCITA’ A GROPADA Adottare dei dissuasori, perché le auto corrono troppo
  • FIBRA OTTICA Stendere la fibra ottica ad alta velocità anche alla zona di Padriciano (e agli altri borghi carsici che ne sono sprovvisti)
  • SCUOLA DI GROPADA Ristrutturare la scuola e realizzare un’area giochi e un percorso vita nel giardino della scuola di Gropada

PROSECCO – CONTOVELLO

  • MEDICI DI MEDICINA GENERALE Migliorare la copertura degli studi medici dei Medici di Medicina Generale a Prosecco
  • MEZZI PUBBLICI Migliorare i collegamenti dei mezzi pubblici con Opicina
  • SPAZIO COPERTO DI AGGREGAZIONE Mettere a disposizione della comunità una sala per i giovani, gestita da associazioni di volontariato, per organizzare attività ludiche e culturali, giochi da sala, minibiblioteca/lettura, didattica informatica, conferenze, musica, rappresentazioni teatrali, cinema ragazzi
  • MEZZI PUBBLICI Istituire una fermata in località Gabrovizza
  • STRADA DEL FRIULI Completare i lavori di sistemazione della strada danneggiata dalla frana

ROIANO – GRETTA

  • EX CASERMA POLIZIA Completare il recupero dell’area
  • PARCHEGGI Dedicare posti auto ai residenti di Roiano
  • GIOVANI Promuovere spazi aggregativi per giovani (es. campi sportivi a libero accesso)
  • CANI Creare un’area sgambamento cani nel giardino di Villa Cosulich e ripristinare quella già esistente nel parco di via Boccaccio
  • BIBLIOTECA RIONALE Creare uno spazio dove i ragazzi possano studiare e trovarsi per le attività di gruppo

SAN GIACOMO

  • CAMPO SAN GIACOMO Migliorare l’area giochi dei bambini, posizionare tavoli in muratura per giochi di società, fresare i gradini che sono scivolosi
  • TRAFFICO Migliorare la viabilità con maggior tutela per i pedoni
  • GIARDINO BASEVI Riqualificare il parco
  • BIBLIOTECA QUARANTOTTI GAMBINI Valorizzare il servizio con ampliamento dell’orario di apertura
  • CICLABILE COTTUR Migliorare l’attuale percorso (illuminazione, posizionamento cestini immondizia, fontanelle acqua potabile)

SAN GIOVANNI – LONGERA

  • ROTONDA DEL BOSCHETTO Riqualificare le aree verdi, con il coinvolgimento dei residenti, comprese le categorie più vulnerabili, al fine di consentirne una fruizione da parte di tutta la comunità residenziale: dai giovani come punto di incontro, ai bambini per attività ludiche, agli anziani come punto di ritrovo e socialità.
  • CANI Creare un’area sgambamento
  • PARCO FARNETO Maggiore cura dei percorsi che andrebbero risistemati
  • VIABILITÀ Migliorare la viabilità di via Damiano Chiesa, viale Sanzio, Piazzale Gioberti
  • PISTA CICLABILE Estendere la pista ciclabile fino all’Università, in via Valerio

SERVOLA

  • RIQUALIFICAZIONE AREA SPORTIVA della scuola Biagio Marin
  • ELIMINAZIONE BARRIERE ARCHITETTONICHE dai marciapiedi per permettere passaggio carrozzelle
  • PIANO DEL TRAFFICO dedicato al rione
  • RECUPERO definitivo dell’area ex cinema
  • RIQUALIFICAZIONE della Pineta Miniussi

TREBICIANO – BANNE

  • COMPRENSORIO EX CASERMA MONTE COMINE A BANNE Utilizzare le opportunità previste per la valorizzazione dei beni demaniali in disuso, per un recupero dell’area
  • PULIZIA DELLA CICLABILE Pulire da erbacce e cespugli la pista ciclabile a Trebiciano, anche per ripristinare l’originaria larghezza della pista
  • PISTA CICLABILE Realizzare una pista ciclabile che congiunga Trebiciano a Opicina
  • PARCHEGGIO Riqualificare il parcheggio tra il campo del Primorec ed il cimitero di Trebče e collegamento con l’inizio della ciclabile Trebče-Orlek
  • STAGNO DI BANNE Valorizzare maggiormente lo stagno di Banne “Stari Kal”, per la cittadinanza e per i turisti naturalistici

VALMAURA

  • SICUREZZA Aumentare i controlli da parte delle forze ordine
  • GIOVANI Creazione di uno spazio aggregativo giovanile con servizio di ascolto e incontro, per contrastare le povertà educative e relazionali, con presenza di un educatore di strada
  • AREE VERDI Maggiore cura e sviluppo di nuovi spazi
  • VIA VALMAURA Sistemare la rotonda, “provvisoria” da 10 anni
  • AREA EX IRFOP (tra la chiesa e la banca) abbandonata da anni: creare servizi e spazi aggregazione, soprattutto per giovani e anziani

Spazi pubblici come luogo dei diritti

Nel corso degli anni a Trieste si è venuto a creare un forte squilibrio tra centro e periferia. I quartieri più esterni sono fisicamente e psicologicamente isolati, lontani dalle sedi istituzionali, dai servizi, e senza collegamenti con la rete di trasporto pubblico veloce. I gruppi più deboli, come giovani coppie, precari, immigrati, separati e divorziati, sono costretti a vivere in case a prezzi relativamente abbordabili ma con pochi servizi, in periferia, mentre le abitazioni più centrali diventano sempre più costose, e spesso indirizzate verso una crescente domanda turistica e di affitti di lusso. Queste dinamiche aumentano le disuguaglianze socio-spaziali, generando nuove geografie della dispersione delle attività terziarie e produttive: processi che portano a varie forme di gentrificazione e degrado se non vengono adeguatamente arginati da politiche territoriali mirate, e contribuiscono ad accrescere la povertà e le diseguaglianze. Lo spazio pubblico all’interno del sistema urbano gioca un ruolo fondamentale e rappresenta l’identità della città e le aspirazioni di chi vi abita. È nello spazio pubblico che si rende possibile, o meno, la sperimentazione della democrazia, l’aspirazione al benessere, il superamento, fisico psicologico ed emotivo, di ogni genere di barriere. Lo spazio pubblico è il luogo delle mescolanze e delle differenze, e come tale è il luogo della fecondità di pensiero e di azione; è l’insieme degli ambiti interstiziali nei quali innescare imprese strategiche che portino ad una città finalizzata al benessere dei propri abitanti, inteso come rapporto armonico dell’uomo con la natura. Lo spazio pubblico è quindi la base delle evidenze su cui costruire il governo urbano, deve agevolare l’uguaglianza nei diritti e favorire le connessioni e le relazioni che stanno alla base della sicurezza e del benessere della comunità, alimentando la reciproca fiducia e creatività.

I principali obiettivi in questo settore sono:

  • Rendere camminabile la maggior superficie del territorio urbano, restituendone così l’uso e il godimento a tutti. Questo atto, che potrebbe venir considerato rivoluzionario senza costituire una negazione al trasporto meccanizzato, farebbe riemergere la costituzione fisica reale della trama urbana evidenziandone le peculiarità e potenzialità.
  • Riportare la città a misura dell’uomo che percorre in maniera tattile e visiva lo spazio pubblico, riconoscendolo e riconoscendosi in esso, pone in primo piano l’habitat insediativo che riacquista così la capacità di rispondere ai bisogni dei suoi fruitori che mutano nel tempo, breve o lungo che sia.

Le priorità di intervento vanno verso:

  • La necessità di ritornare ad intendere la città come organismo i cui elementi – edifici, piazze, strade – sono parti che non possono essere assemblate senza un ordine logico e naturale.
  • La necessità di rivoluzionare il modo di pensare e governare la città anche attraverso la definizione di un preciso indirizzo codificato che possa guidare le azioni mirate alla cura ed alla rivitalizzazione della stessa.
  • La valorizzazione dello spazio pubblico inteso come bene comune, a partire da quel luogo straordinario che è il parco di San Giovanni restituito alla città ma non ancora del tutto recuperato e che deve invece vedere completata la ristrutturazione dei padiglioni ancora dismessi o crollati con progetti e attività coerenti con lo spirito del parco.

Pulizia e manutenzione delle strade, arredo e decoro urbano

La pulizia e la manutenzione delle strade e la qualità dell’arredo urbano rappresentano una sorta di biglietto da visita di una città. Il decoro, l’assenza di cartacce, degrado e sporcizia in genere sono le prime cose che colpiscono l’occhio di chi arriva in una città. Questione solo apparentemente di scarso rilievo, la pulizia delle strade, dei marciapiedi e delle aiuole merita quindi un’attenzione particolare. Per questo motivo, l’amministrazione comunale si impegnerà a provvedere:

  • ad un’accurata pulizia e manutenzione delle vie cittadine con particolare riguardo ai marciapiedi e ai bordi delle strade, alle piazze, agli spazi verdi ed ai giardini pubblici.

- è necessario monitorare il contratto di servizio per la pulizia delle strade e, se necessario, rivederne gli obiettivi, le prestazioni e gli standard (frequenza dello spazzamento, lavaggio delle strade, posizionamento e pulizia di cassonetti e cestini, …), che dovrebbero essere resi pubblici per coinvolgere la cittadinanza anche nel monitoraggio e nella valutazione della qualità del servizio.

- vanno organizzati anche interventi straordinari sia per la pulizia di discariche abusive che per mantenere livelli di pulizia anche più elevati del normale come scuole e giardini pubblici, che per particolari contesti dove l’accumulo di immondizie, foglie, deiezioni animali rendono gli spazi impraticabili

- vanno coinvolti commercianti e pubblici esercizi, perché mantengano la pulizia e il decoro degli spazi pubblici che hanno in concessione e vanno ripensate le modalità con le quali commercianti e ristoratori sono serviti da cassonetti dedicati piuttosto che da un servizio porta a porta

- vanno coinvolti tutti gli abitanti perché riconquistino il proprio territorio ed imparino ad averne cura, anche al di là del servizio pubblico di spazzamento stradale.

  • alla sistemazione di tutte le zone degradate e in disordine con lo sfalcio periodico dell’erba e l’estirpazione di erbacce: in molti casi non servirà lo spazzamento quotidiano dei marciapiedi metro per metro, ma basterà raccogliere i rifiuti sparpagliati sui marciapiedi, sulle aiuole e sotto i cordoli stradali; in questo modo si riuscirà a pulire molte più strade in molto meno tempo (lo spazzamento capillare potrà quindi essere fatto con meno frequenza)
  • ad un accurato e continuo controllo dello stato di manutenzione, pulizia e integrità di tutti gli elementi di arredo urbano e delle infrastrutture stradali e provvedere alla loro rapida riparazione, sistemazione e/o sostituzione (buche sulle strade e sui marciapiedi, caditoie e pozzetti stradali pieni di foglie e terriccio, segnaletica stradale danneggiata, ringhiere e guardrail ammaccati, lampadine dell’illuminazione pubblica guaste, centraline varie danneggiate, cestini traboccanti di rifiuti, pensiline delle fermate degli autobus e altre infrastrutture imbrattate da scritte e scarabocchi, superfici murali tappezzate da affissioni abusive, ecc.)
  • alla realizzazione di altri interventi per rendere l’ambiente urbano sempre più gradevole ed accogliente, ad esempio attraverso: la sistemazione di panchine e attrezzature per il tempo libero nelle aree verdi del centro città e di tutte le zone periferiche; l’utilizzo di recinzioni e paletti dissuasori ben fatti, bacheche e punti informativi esteticamente gradevoli e l’installazione di segnaletica stradale e turistica di qualità come in molte città europee
  • all’aumento del numero di cestini, posaceneri e portamozziconi, posizionandoli in particolare nelle vicinanze di locali e uffici e in tutte le zone di passaggio dove le persone si fermano a fumare
  • all’installazione di ulteriori servizi igienici pubblici in varie zone del centro cittadino, in particolare nelle zone più frequentate del centro

Verde urbano e qualità del paesaggio

Il verde pubblico, il verde privato e le zone agricole saranno, assieme ai corsi d’acqua, la struttura portante di un unico sistema ecologico urbano. Nell’ottica di un sistema del verde urbano andranno rivisti il ruolo e le competenze delle strutture pubbliche preposte alla gestione. Andranno razionalizzate le competenze amministrative in materia di agricoltura per coordinarle con quelle relative alla manutenzione e gestione di spazi verdi, anche creando una delega specifica al Patrimonio bene comune. Promuoveremo la partecipazione dei cittadini nella gestione delle aree verdi in collaborazione con il Comune attraverso strumenti specifici come:

  • l’istituzione della consulta del verde (che sarà organo di consultazione, indirizzo e verifica della realizzazione e gestione del verde e vedrà al suo interno la presenza di associazioni ambientaliste, ricercatori, architetti paesaggisti, operatori del settore, comitati e associazioni culturali)
  • la revisione integrale del Regolamento che ora non include, oltre a un Piano di programmazione e manutenzione adeguato del verde e degli spazi pubblici intesi come parte integrante del verde pubblico/collettivo, alcuna norma relativa al verde privato che è parte integrante del paesaggio urbano e quindi collettivo;
  • l’aggiornamento del censimento del verde urbano (2019), che oggi traccia solo una piccola parte del patrimonio arboreo cittadino.
  • il censimento e il Regolamento per la gestione del verde urbano vanno accompagnati ad un vero e proprio Piano del verde urbano, che andranno poi ad indirizzare il piano regolatore per definire le strategie di sviluppo anche in relazione alle trasformazioni urbane previste e programmate. Il Piano del verde urbano guarda al modo in cui l’ambiente urbano si connette al sistema delle aree naturali e semi naturali che lo circondano ed al modo in cui il costruito si integra e si fonde con il sistema urbano del verde fatto di parchi, giardini, strade, viali e piazze alberati, prati e boschi urbani e periurbani, orti e aree agricole.

Obiettivi del Piano del Verde saranno:

  • dare alla città una infrastruttura verde, costituita da almeno decine di migliaia di nuovi alberi, piantumati sui principali assi urbani e in punti prioritari (piazze, strade, aree incerte, etc), in cui realizzare altre opere di verde urbano e un sistema di isole alberate, collocate lungo il percorso delle piste ciclabili per trasformarle in vere e proprie cinture verdi sia nella direzione Trieste-San Dorligo che nella direzione Trieste-Grignano, aggiungendo due possibili percorsi tipo tram/metropolitana leggera da Campo Marzio e dalla Stazione, collegati alla cintura verde con percorsi a terra e un sistema di passerelle
  • a partire dall’analisi degli spazi aperti e del verde pubblico e privato esistenti, progettare la rete ecologica locale, individuando le connessioni ecologiche tra diverse aree a valenza naturalistica o a destinazione agricola e tra queste e l’ambito urbano per migliorare le condizioni complessive del territorio comunale, urbano e periurbano, dal punto di vista ecologico e dei servizi ecosistemici forniti dalla componente vegetale
  • creare nuovi parchi urbani, anche tematici e pianificare nuovi giardini e aree verdi definendo anche gli indirizzi e i criteri per la loro progettazione
  • realizzare interventi di forestazione urbana e creare alcune Tiny Forest (piccola foresta di piante native, realizzata con una tecnica innovativa che permette di creare una foresta, che normalmente richiederebbe un secolo per maturare, in soli 10 anni) urbane e didattiche, spazi ad uso libero e per eventi che avvicinano ai temi della natura e ripristina in tempi brevi la biodiversità urbana, entrando così a far parte della rete internazionale TF;
  • dedicare una particolare attenzione al verde “scolastico”, anche riorganizzando contestualmente le aree circostanti le scuole (strade da pedonalizzare, zone 30, giardini e cortili interni delle scuole, collegamento con giardini pubblici dove non è possibile dotare la scuola di spazi verdi, pedibus, …)
  • mettere in relazione e a disposizione della comunità i giardini scolastici e collegare scuole, biblioteche e palestre e campi sportivi con percorsi verdi protetti
  • promuovere e contribuire alla creazione di orti e frutteti condivisi nei quartieri cittadini, individuando terreni dell’area urbana e periurbana, in particolare terreni agricoli inutilizzati dove realizzare orti urbani di comunità, inclusi orti didattici e food forest (bosco commestibile), come luoghi di socialità e condivisione attraverso Laboratori di Cittadinanza
  • promuovere e sostenere gli interventi privati per la creazione di pareti e coperture verdi, tetti giardino e cortili verdi, orti e giardini urbani e interventi di de-pavimentazione
  • progettare il recupero a verde di aree dismesse e degradate e cementificate, interventi di de-pavimentazione delle aree grigie, realizzazione di vasche d’acqua che possano fungere anche da assorbitori negli eventi definiti pioggia/bomba d’acqua, e nel contempo diventare aree e spazi per il gioco e il tempo libero; un esempio in questa direzione può essere rappresentato dalla trasformazione dell’ex caserma De Henriquez, per creare una nuova centralità urbana attorno al Museo della Pace e al Museo di Storia Naturale
  • dare prescrizioni per mitigare l’impatto delle c.d. infrastrutture grigie, degli insediamenti produttivi e degli interventi di trasformazione previsti, e definire linee guida che possano far restituire suolo permeabile e giardini alla collettività come scambio necessario;
  • realizzare un Atlante vegetale, floristico, faunistico e ornitologico
  • attivare corsi di formazione per la cittadinanza affinché possa coltivare il verde (anche) pubblico, con progetti di adozione di aree di verde urbano o esperienze di servizio civile, tirocini, borse lavoro
  • Promuovere azioni di informazione, sensibilizzazione e coinvolgimento attivo di tutti i portatori di interesse nella co-gestione partecipata e inclusiva del verde.

Il Piano dovrà avere un budget adeguato sia per la manutenzione che per la realizzazione delle nuove infrastrutture verdi che dei progetti e delle azioni previste. Il Piano sarà anche lo strumento per indirizzare, promuovere e realizzare azioni in tutti i settori:

  • una maggiore distribuzione e diffusione del verde ornamentale nelle strade con una funzione paesaggistica, rasserenante, di miglioramento del microclima estivo, che favorisca l’assorbimento di polveri e gas inquinanti
  • un migliore trattamento delle alberature abbandonando le capitozzature e spollonature lungo i viali, realizzando pavimentazioni drenanti, collocando a dimora le piante a giuste distanze per consentire lo sviluppo delle chiome
  • la realizzazione di interventi di abbellimento con fiori e arbusti degli spazi pubblici, dei cortili e giardini condominiali e dei luoghi di lavoro facendo sì che il paesaggio urbano e le aree produttive diventino più gradevoli e accoglienti
  • un’efficace gestione delle aree verdi: sarà necessario restituire alla natura tutto lo spazio possibile, ottenendo così benefici anche a livello estetico – ai cittadini deve essere permesso di godere dei parchi e delle aree sportive in tutta sicurezza e in ogni momento della giornata – si dovrà provare ad assicurare un’area verde a tutti i cittadini entro un raggio massimo di 500 metri dalla propria abitazione
  • la realizzazione di interventi e iniziative a favore del verde di vicinato per le categorie a bassa mobilità quali bambini, anziani e disabili attraverso la creazione di piccoli spazi verdi vicino alle abitazioni e la trasformazione in giardini dei cortili interni ai condomini
  • la piantumazione di alberi
  • l’adozione di ulteriori misure e iniziative a favore del verde, attraverso il rinverdimento dei cortili scolastici, la realizzazione di muri e tetti verdi, giardini familiari, dehor verdi
  • l’approvazione di un regolamento innovativo per la gestione delle aree verdi sulla base di regolamenti già approvati da altri comuni e che favorisca la collaborazione tra il Comune e i cittadini

Il fronte mare

Trieste ha come risorsa principale il mare. Il mare è l’identità di Trieste ed è una delle risorse primarie per la sua rigenerazione ed il suo rilancio. Trieste vive sul mare e del mare. Il mare è memoria storica collettiva e depositario di un futuro possibile, da costruire. È parte integrante del paesaggio ma anche esperienza intima e affettiva. Il mare è conoscenza, cultura, relazioni, lavoro. Poiché non ci potrà essere evoluzione senza la componente umana attiva si tratta di ridare valore all’ecosistema naturale e antropizzato da rilanciare trovando nuove modalità di connessione tra l’ecosistema marino e quello terrestre. L’adattamento ai cambiamenti climatici, particolarmente rilevanti in una città come Trieste per il previsto innalzamento del livello del mare e le conseguenti alte probabilità di inondazioni sul territorio, deve interessare anche la pianificazione territoriale della città e dovrà avvenire nell’ambito di una risposta pianificata per limitare e contrastare gli impatti negativi, pur sempre nella consapevolezza dell’estrema complessità degli ecosistemi e quindi della difficoltà di prevedere le reali conseguenze dei cambiamenti, consapevolezza che richiede, ove possibile, l’applicazione del principio di precauzione. L’ecologia dovrà fornire le informazioni necessarie in merito alla generazione dei servizi ecosistemici, la cui valutazione deve fondarsi sulla comprensione dei processi biologici e fisici da cui derivano, mentre all’economia spetterà il compito di dotarci degli strumenti per valutarne i valori. L’obiettivo principale sta nella rideterminazione degli interventi che dovranno ricondurre a una maggiore competitività e attrattività della città e del sistema urbano e territoriale di riferimento nel suo complesso, ridando così spazio a processi di rivalorizzazione dell’habitat e del paesaggio per aprire a nuove economie che intersecano ambiti apparentemente diversi come la vita sociale della comunità, il turismo, la produttività, la cultura, la formazione di una nuova coscienza critica collettiva in grado di replicare le buone pratiche senza distruggere le risorse non riproducibili, e attrarre nuova popolazione per una nuova comunità sostenibile. L’affaccio sul mare della città, la sua linea costiera, dalla Lanterna a Duino, può essere trasformato in 11 chilometri di “parco urbano lineare”: uno dei più grandi d’Europa e motore principale dell’attrattività turistica di Trieste lungo il quale si alternano:

  • Stabilimenti balneari cittadini, da ammodernare nelle strutture e nei servizi, in contesti urbani riqualificati e riorganizzati
  • Un ampio fronte mare cittadino, dove va riorganizzata tutta l’area a mare di Campo Marzio, includendo l’ambito della Stazione ferroviaria e il perimetro dell’ex Lazzaretto S. Carlo (anche demolendo un po’ di relitti)
  • l’area di Porto Vecchio, dove insisterà un ambizioso progetto di rigenerazione urbana con grandi aree riqualificate a verde e bosco urbano, attrezzate per gli sport all’aria aperta, il riposo e la ricreazione
  • infrastrutture per il diportismo e gli sport nautici e acquatici
  • parchi e istituzioni culturali e scientifiche lungo l’intero percorso: Acquario, Museo del Mare, Immaginario scientifico, Parco e Riserva di Miramare
  • il lungomare di Barcola, rinnovato in chiave turistica, con opere a mare che ne potenzino la fruizione balneare con tratti di spiaggia, terrazze a mare, pontili galleggianti
  • il ciglione carsico, con i suoi terrazzamenti a mare e le sue spiaggette rocciose

Il parco sarà in connessione naturalmente con la baia di Duino, la Riserva Naturale Regionale della Foce dell’Isonzo, il Museo della cantieristica di Monfalcone, sviluppando un network per il turismo scientifico legato al mare, in cooperazione con i centri di ricerca sul territorio. Il parco urbano sarà inserito in un coerente progetto di mobilità all’insegna della sostenibilità privilegiando piste ciclabili, mobilità elettrica, trasporto pubblico, con la creazione di snodi dotati di parcheggi, dove cambiare “modo” di muoversi con assoluta efficienza. Un parco urbano luogo di creatività, bellezza e stupore. Un ambiente, libero da automobili, animato dall’arte e immerso nel profumo del mare.

Muoversi in città: una mobilità nuova e sostenibile

Un primo passo concreto e decisivo per la riappropriazione degli spazi pubblici, come luoghi privilegiati dell’espressione collettiva dell’essere umano, sta nel rendere camminabile la maggior superficie del territorio urbano, restituendone così l’uso e il godimento a tutti. Questo atto, che potrebbe venir considerato rivoluzionario senza costituire una negazione al trasporto meccanizzato, farebbe riemergere la costituzione fisica reale della trama urbana evidenziandone le peculiarità e potenzialità. L’imminente sviluppo dei traffici impone alla futura amministrazione comunale un ulteriore sforzo ideativo, consistente nel ripensare il piano di mobilità comunale. È impellente infatti rivederne i contenuti allo scopo di anticipare e soddisfare le future necessità di una città con un maggior numero di abitanti rispetto a quella in declino demografico che oggi conosciamo. Sarà incentivata la mobilità sostenibile e il trasporto pubblico con ulteriori pedonalizzazioni. Il modello che seguiremo sarà quello delle “città in quindici minuti”, ovvero delle città dove tutto (shopping, lavoro, svago, cultura) sia raggiungibile in un tempo massimo di 15 minuti a piedi, in bicicletta o con un mezzo pubblico, con un sostanziale ripensamento della vocazione di ampie aree cittadine ora collocate ai suoi margini periferici, altrimenti destinate – se non si inverte la rotta – allo sterile ruolo di dormitori. L’invasione spropositata di automobili nelle aree urbane negli ultimi 50 anni ha di fatto interrotto il “sistema circolatorio” della città, creando inquinamento acustico, atmosferico, percettivo e spaziale, favorendo un generale senso di pericolo reale e percepito. In parallelo, questo fenomeno ha falsato la vita della città, fondata sull’intreccio di relazioni sociali ed economiche che si mantiene vitale con la circolazione degli esseri umani in tutte le pieghe dell’area urbana anche più quelle più recondite o apparentemente lontane. Riportando la città a misura dell’uomo che percorre in maniera tattile e visiva lo spazio pubblico, riconoscendolo e riconoscendosi in esso, pone in primo piano l’habitat insediativo che riacquista così la capacità di rispondere ai bisogni dei suoi fruitori che mutano nel tempo, breve o lungo che sia. Si provvederà inoltre:

  • al miglioramento della visibilità degli attraversamenti pedonali per aumentare la sicurezza dei pedoni con dissuasori acustici e luci led lampeggianti a terra posizionati in prossimità delle strisce pedonali (la visibilità attuale si riduce notevolmente in caso di pioggia o scarsa illuminazione notturna creando molte situazioni di pericolo per i pedoni – allo stesso tempo si dovrebbero organizzare delle campagne di comunicazione e sensibilizzazione rivolte ai pedoni invitandoli ad attraversare la strada sulle strisce sempre con grande prudenza e non senza guardare (anche se hanno la precedenza rispetto agli automobilisti), poiché in caso di incidenti ad avere la peggio sono proprio i pedoni)
  • alla costruzione di piste ciclabili che colleghino il centro città con le zone periferiche che potranno essere utilizzate dai cittadini sia per spostamenti casa-lavoro sia per fare acquisti
  • alla costruzione di depositi coperti e protetti per parcheggiare le biciclette in varie zone della città sull’esempio di molte città europee

Oggi la maggior parte delle persone si sposta in auto e fa tragitti molto piccoli (pochi chilometri). Più della metà degli incidenti stradali avviene nei centri urbani. L’inquinamento, sia dell’aria che acustico, è elevato con danni alla salute certificati dall’elevata incidenza di patologie polmonari e cardiocircolatorie. I percorsi pedonali sono pochi e disagevoli, in particolar modo per chi sia portatore di una qualche disabilità. Dobbiamo lavorare molto per cambiare questo stato di fatto, incentivando le persone a spostarsi di più a piedi, in bici e con il trasporto pubblico, cosa che produrrebbe un vantaggio indubbio in termini incremento della sicurezza, del benessere e della salute collettivi.

Per quanto riguarda la viabilità è necessario che:

  • i flussi di traffico siano organizzati e moderati in modo da lasciare spazio ad altre modalità (piste ciclabili, aree pedonali, corsie riservate per il trasporto pubblico)
  • gli incroci pericolosi e le intersezioni devono essere monitorati e messi in sicurezza, progettando con le più moderne tecniche le infrastrutture stradali e pedonali
  • prevedere e realizzare un sistema di parcheggi di cerniera in diversi punti di ingresso in città e in particolare nel centro storico per liberare le rive dalle auto restituendola ai cittadini+ parcheggi ai 2 estremi (Campo Marzio/terrapieno Barcola) non visibili, con sistema dunale naturalizzato (parco) in modo da avere superfici libere dalle automobili, verdi, a disposizione delle persone …
  • promuovere e sostenere un programma di realizzazione di parcheggi privati, per liberare le strade in tutti i quartieri, in particolare in prossimità di scuole, parchi, impianti sportivi, servizi sociali e sanitari
  • contestualmente avviare una pedonalizzazione massiccia, che qualifichi il centro storico e i rioni, con percorsi pedonali protetti e strade ciclabili, per una città a misura di bambina e bambino ma anche di anziani e disabili (PEBA): andare a scuola a piedi, su strade che diventano attrezzate a tutta la popolazione, significa portare beneficio a tutti, residenti e non, significa poter giocare nelle strade e nelle piazze, imparare il senso di collettività e uguaglianza, le regole civiche e i diritti.

Per quanto riguarda i sistemi di mobilità collettiva e i sistemi per la sosta:

  • va migliorato ulteriormente il sistema del trasporto pubblico locale, prevedendo soluzioni integrate e multimodali, che permettano spostamenti semplici ed efficienti
  • il parco autobus pubblico va trasformato in direzione della sostenibilità ambientale: bus elettrici, a gas…
  • il trasporto pubblico va integrato con il trasporto su rotaia (metro leggera ad esempio da Campo Marzio a Miramare e dalla Stazione allo Stadio), recuperando le infrastrutture ancora esistenti, e con altre soluzioni innovative (bus navetta, car sharing, car pooling, …), con progetti che possano accedere ai finanziamenti del Ministero delle Infrastrutture (PNRR)
  • la rete di trasporto va potenziata nelle ore di punta (per esempio per le scuole superiori) e assicurato nelle ore notturne e nei giorni festivi – estensione notturna delle linee principali e/o servizi a chiamata per collegare il centro con le periferie e i borghi del Carso;
  • un sistema di trasporto pubblico e/o collettivo va anche garantito da e verso l’Altipiano e i rioni più periferici, sia come livello essenziale di prestazione che in funzione anti congestione del centro storico
  • rendere il trasporto collettivo particolarmente conveniente per i residenti con un progressivo incremento degli abbonamenti gratuiti/ridotti alle persone destinatarie di reddito di emergenza, agli studenti superiori e universitari e agli anziani over65; un biglietto unico valido il sabato e la domenica a prezzo agevolato in abbinamento con l’ingresso ai musei + famiglie attraverso un biglietto cumulativo pluriorario; bus gratuiti in giornate speciali; tessera di mobilità per il trasporto integrato, a cui collegare offerte delle aziende di trasporto pubblico e dei servizi privati esistenti sul territorio + app dedicata;

Va promossa in ogni ambito la mobilità dolce:

  • potenziando e riqualificando la rete di piste ciclabili perché si estenda a tutti i rioni,
  • integrando l’offerta di bike-sharing e di spazi di sosta per le biciclette, anche con bici a pedalata assistita e politiche tariffarie ad hoc (es: primi 30’ free)
  • dotando i mezzi di trasporto pubblico di portabici (bike bus) e i capolinea di bus, treni e tram di posteggi sicuri per le bici
  • realizzando anche nel centro storico e sul lungo mare, per valorizzare il progetto di parco urbano lineare, un sistema di Piste Pedonali e Ciclabili che, a partire dalla Sacchetta e dal Centro raggiunga Barcola/Miramare passando da Porto Vecchio
  • creazione di nuove stazioni di ricarica per mezzi elettrici, implementazione delle “zone 30 soft” (specialmente negli abitati del Carso)
  • Verificare, adeguare e adottare un piano urbano per l’accessibilità delle persone disabili.

Da ultimo, ma non meno importante, la logistica dell’ultimo miglio ovvero la mobilità commerciale e il traffico pesante, che sono destinati a crescere in particolare con la digitalizzazione delle transazioni commerciali:

  • Devono essere promossi e facilitati i mezzi elettrici.
  • Deve essere condiviso con gli operatori economici e quelli della logistica un piano sosta s/carico che razionalizzi e renda più efficiente l’uso degli spazi sosta disponibili
  • Deve essere rivisto il progetto di mercato ortofrutticolo in un sito di proprietà del Comune in zona industriale, integrandolo con un polo della logistica dell’ultimo miglio

Energia

Trieste ha già sottoscritto il “Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia” e un approccio integrato alla mitigazione e all’adattamento ai cambiamenti climatici al fine di contribuire al raggiungimento degli obiettivi dell’Europa in termini di riduzione delle emissioni di gas serra, di utilizzo di energie rinnovabili e di efficientamento energetico. Tutti questi obiettivi vengono raggiunti avendo come obiettivo l’approvvigionamento energetico e quindi il consumo di energia. Ma il Comune può anche provvedere all’efficientamento energetico dei propri edifici, rafforzando le competenze dell’ufficio che gestisce la concessione di servizi (SIE3) per la fornitura di energia, perché riesca a sfruttare tutte le opportunità offerte dall’accordo quadro negoziato da CONSIP. Gli edifici comunali potrebbero diventare “edifici intelligenti a basso impatto”. La pubblica amministrazione può incentivare, accompagnare e pianificare interventi urbani per l’applicazione di tecnologie e sensori in grado di rendere la città e i suoi edifici sostenibili, intelligenti, parlanti, energeticamente efficienti; il progetto dovrebbe partire dalle proprietà comunali con un piano quinquennale di innovazione sostenibile estendibile anche ad edifici di preminenza strategica di proprietà di grosse società (assicurazioni, banche, …), anche con formula sperimentale di uso temporaneo. Il Comune di Trieste deve anche puntare a facilitare l’insediamento intelligente e a basso impatto di moduli fotovoltaici per la generazione di energia rinnovabile, ed al contempo promuovere l’utilizzo dell’idrogeno come trasportatore di energia. L’Idrogeno è l’elemento più leggero della tabella periodica, ed ha caratteristiche particolari che lo rendono l’elemento con il massimo contenuto energetico per grammo: esso non è una fonte di energia, ma un trasportatore, accumulatore di energia, come l’energia elettrica. Trieste ha molte opportunità per essere un modello per l’utilizzo di idrogeno per fornire energia soprattutto in ambito logistico pesante. La particolare posizione geografica di Trieste fa sì che, se ci fosse un deposito di idrogeno disponibile, allora navi, treni, autobus e trasporti pesanti potrebbero trarre tutti i vantaggi di una mobilità ad impatto zero, riducendo se non addirittura eliminando le emissioni di gas serra e di particolato solido. Ma l’idrogeno a Trieste poterebbe anche trovare applicazione diretta nei processi industriali energivori hard-to-abate, come la siderurgia. Inoltre, la strategia di sviluppo dell’idrogeno è centrale nel PNRR che stanzia 3,19 miliardi di euro per la produzione di idrogeno. In quest’ottica, il Comune si pone alcuni obiettivi, legati alla promozione di nuovi modelli di produzione e autoconsumo di energia da fonti rinnovabili e di sviluppo delle tecnologie legate all’idrogeno.

Questi obiettivi sono:

  • Aumentare la quota di energie rinnovabili prodotte sul territorio;
  • Facilitare la creazione di comunità energetiche autosufficienti basate su smart grid;
  • Provvedere all’efficientamento energetico di tutti gli edifici pubblici, provvedendo, dove possibile all’installazione di moduli fotovoltaici;
  • Facilitare la penetrazione delle tecnologie per la produzione e lo stoccaggio di idrogeno, nonché per la sua distribuzione/alimentazione ai vettori della logistica pesante;

Dal punto di vista operativo, le priorità di intervento in questo settore del Comune sono le seguenti:

  • Promuovere la creazione di smartgrid su scala locale che possono ridurre significativamente i costi e l’impatto delle infrastrutture energetiche, con benefici per il territorio, per i cittadini, per le famiglie: una prima smartgrid potrebbe essere da subito realizzata nel comprensorio del Porto Vecchio.
  • Costituire un ufficio dedicato alle attività di promozione e supporto alla creazione di comunità energetiche e iniziative di autoconsumo collettivo
  • Partecipare a comunità energetiche, anche mettendo a disposizione superfici pubbliche sulle quali realizzare impianti di produzione da FER
  • Raccogliere e distribuire ai cittadini delle informazioni tecniche e dei servizi di supporto necessari alla creazione delle comunità energetiche (mappatura cabine MT/BT; mappatura superfici utilizzabili; mappatura contatori e dati di carico; servizi di consulenza tecnica; servizi di scouting e mediazione per la ricerca di partner; eventi formativi e informativi; semplificazione dei procedimenti connessi).
  • Promuovere e mettere a disposizione spazi per la produzione e per lo stoccaggio di idrogeno, favorendo il suo utilizzo nei trasporti pesanti, anche stabilendo degli accodi di programma con l’autorità portuale, e con le società pubbliche e private interessate ad una mobilità basata sull’idrogeno.